martedì 16 luglio 2024

SISTEMA IMPRESA

01-06-2018

SI CREMONA. Insieme per la crescita

Tavolo per la Competitività, il presidente Tazza: «Stabiliamo insieme le priorità dello sviluppo. Un segnale di responsabilità da parte del territorio»




CREMONA – Tavolo per la Competitività, via al secondo appuntamento nella sede dell’amministrazione provinciale. A fare gli onori di casa, mercoledì pomeriggio, il presidente Davide Viola. Ma alla sessione di lavoro hanno partecipato come da copione tutti i vertici istituzionali, economici e associativi del territorio. Obbiettivo comune: stabilire una strategia per fare in modo che la provincia di Cremona possa tornare a crescere delineando priorità e strumenti per rafforzare l’economia territoriale. Ne parliamo con il presidente di Sistema Impresa Asvicom Cremona Berlino Tazza. Fin dall’inizio ha accolto con favore la nascita di un tavolo di confronto finalizzato allo sviluppo e alla crescita. «Credo sia un’occasione molto importante – dice Tazza – e in qualità di presidente di Sistema Impresa ho voluto dare il nostro appoggio. E’ una responsabilità che dobbiamo assumerci davanti alle imprese che rappresentiamo in sede locale, davanti alle famiglie e ai giovani che abitano le nostre comunità. Ma è anche una responsabilità che ci prendiamo davanti a tutto il Paese che sta vivendo una crisi economica, istituzionale e politica. E’ opportuno ribadire che i meccanismi di una fattiva collaborazione tra società civile e istituzioni, almeno nei territori, non sono interrotti. C’è voglia di ripartire e l’intraprendenza delle categorie economiche è un esempio virtuoso. Lo scenario nazionale è tutto tranne che tranquillizzante. Sul Paese prende una finanziaria che prevede l’aumento dell’Iva, lo spread è volato oltre quota 300 e a lungo andare avrà una ricaduta negativa sui mutui, il debito ammonta ormai a 2.300 miliardi e vale il 130% del Pil. Bisogna mettersi al lavoro per creare ricchezza e rendere possibile la redistribuzione per innalzare la qualità della vita delle persone e delle famiglie». Sentiamo che cosa ci ha detto nell’intervista. 

 

Perché è importante il Tavolo per la Competitività?

«In un momento in cui la politica nazionale non sembra essere in grado di costruire governi che possano garantire la stabilità e le riforme che servono al Paese, spetta ai territori lanciare un segnale di responsabilità. Mai come oggi, quindi, il percorso che il presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Cremona Francesco Buzzella ha inaugurato con il ‘Tavolo per la Competitività’ è necessario, utile e vantaggioso. Non solo per le nostre comunità locali, ma anche per la stessa nazione che ha bisogno di intercettare stimoli virtuosi per costruire le condizioni che possano generare un’operazione di  sintesi in grado di assicurare le strategie più efficaci ai fini dello sviluppo e dell’equità sociale. Produzione e lavoro vanno di pari passo: imprese sane e più solide, ben inserite nel nascente quadro internazionale, capaci di lavorare dentro filiere dove è prioritario lo standard di qualità sono la migliore garanzia per salvaguardare nel tempo i tassi di occupazione. Avere bene in mente che un’impresa competitiva conduce all’occupazione stabile consente, peraltro, di capire come ormai l’unità di misura non è più l’azienda singola ma il distretto che deve essere sostenuto in una prospettiva di fattiva collaborazione con le istituzioni politiche e amministrative locali. L’impresa diventa allora, come è giusto che sia, un patrimonio comune».


 

Che cosa ne pensa della crisi istituzionale in atto?

«Se il centro dell’apparato istituzionale è in crisi non è detto che lo sia anche la periferia. Anzi, il fatto che siamo qui oggi congiuntamente e paritariamente impegnati in uno sforzo comune dimostra proprio il contrario. In quanto rappresentanti delle categorie economiche, delle istituzioni, delle parti sociali, delle università e del mondo dell’istruzione abbiamo il dovere e la responsabilità di porci l’obbiettivo di dare una risposta a medio e lungo termine mettendo a tema la prosperità del territorio e individuando gli asset più competitivi. La nostra riflessione deve produrre le strategie migliori per garantire ricchezza materiale ed elevati parametri di civiltà per le nostre comunità».

 

Un cremonese, Carlo Cottarelli, ha ricevuto l’incarico per formare il governo.

«Ho incontrato Cottarelli in più di un incontro pubblico. Ha lavorato a lungo presso il Fondo monetario internazionale e da studioso di economia ritiene molto prudentemente che uno stato non possa rischiare un default sul debito senza mettere in pericolo i risparmi dei cittadini. Una strategia che richiede accortezza nella gestione dei conti pubblici, una politica di spending review condotta con fermezza, un’erosione ragionevole e continuativa del debito. Crede nell’Europa e nell’euro. Un ottimo tecnico ma politicamente fragile. In parlamento non ci sono forze partitiche a lui direttamente riconducibili e l’Italia resta, fino a prova contraria, una repubblica parlamentare. Ha la missione di portare nuovamente l’Italia al voto tranquillizzando i mercati che oggi ci stanno punendo con uno spread tornato ai livelli fuori controllo del 2014 e la borsa di Milano che registra ribassi preoccupanti. Paghiamo l’instabilità e l’immaturità del nostro sistema politico». 

 

Che cosa la convince di più del lavoro che state svolgendo sul territorio?

«Il fatto di dotarci di un luogo istituzionale in cui maturare gli indirizzi per sviluppare azioni condivise è il segno che non siamo disposti a ricorrere agli alibi ma ci assumiamo in prima persona il rischio di una sfida complicata e difficile. E’ un luogo di confronto e di dibattito ma anche di lavoro. Un luogo operativo che premia la partecipazione, la competenza e che vuole raggiungere obbiettivi concreti. Per questo motivo ritengo convincente il metodo imprenditoriale che il presidente Buzzella sta cercando di promuovere avvalendosi di molteplici strumenti: un masterplan redatto in collaborazione con lo Studio Ambrosetti e che vuole rafforzare le competenze nei settori produttivi  strategici; commissioni specializzate, pronte a svolgere approfondimenti nei vari settori e all’interno delle quali Sistema Impresa darà certamente il proprio contributo; una discussione condotta apertamente insieme ai principali stakeholder del territorio; un percorso volto ad ottenere il traguardo ottimale in riferimento alle grandi sfide dell’occupazione, della produttività e della redditività delle nostre aziende, del welfare locale che deve essere funzionale alla domanda sempre più estesa di assistenza e buone cure».

 

Come giudica il ‘Masterplan 3C’ dello Studio Ambrosetti?

«E’ apprezzabile l’impostazione, immediatamente reperibile nel titolo del ‘Master Plann 3-C’. Accanto a parole d’ordine quali crescita, competitività e coinvolgimento si riconosce il ruolo primario dei territori Cremonese, Cremasco e Casalasco. Tre aree che richiedono un’attenzione specifica, concentrata e rispettosa delle peculiarità che le caratterizzano negli ambiti produttivi e manifatturieri. E che, inevitabilmente, richiedono analisi particolareggiate anche alla luce delle diverse soluzioni logistiche e infrastrutturali. In merito alle competenze strategiche è apprezzabile il metodo scelto di stabilire un novero limitato di settori produttivi che, in virtù della loro eccellenza, sono destinati a generare valore crescente nel tempo. Agroalimentare e cosmesi rientrano a pieno titolo nel Made in Italy che Sistema Impresa, la confederazione datoriale che presiedo a livello regionale e nazionale, ha il compito di promuovere e tutelare negli interessi vitali. Anche la valorizzazione dell’asset della musica, che permette di esaltare il tema della cultura e dell’attrattività turistica, è cruciale soprattutto per l’impatto che può esercitare sul commercio. La Lombardia, secondo i dati di Eupolis – Lombardia Speciale, è la terza regione italiana dopo Veneto ed Emilia-Romagna per escursioni giornaliere. I territori della provincia di Cremona devono sviluppare brand e identità che possano affermare la bellezza delle nostre città con i relativi circondari, sostenendo la competitività e il livello dei servizi delle aziende che operano nel settore del commercio».

 

Quali sono i prossimi passi?

«Ringrazio il presidente Buzzella e tutti i rappresentanti delle istituzioni e della società civile che hanno deciso di credere in una strategia che premia il dialogo e il confronto. Un territorio, per crescere, ha bisogno di idee vincenti ma soprattutto dell’unione necessaria per realizzarle. E’ con questa convinzione che mi approccio al ‘Tavolo per la Competitività’. Sono certo che è la stessa di tutti coloro che hanno deciso di partecipare attivamente e con spirito di squadra ad un cammino che vuole ottenere risultati concreti in tempi certi».

 

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